Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

La fisica degli esseri viventi più veloci del mondo: le cellule

Nel XVII secolo, il mercante di stoffe olandese Antonie van Leeuwenhoek perfezionò il microscopio, uno strumento allora appena inventato, per valutare la qualità dei tessuti che commerciava. Spingendo l’ingrandimento fino a circa 300 volte, osservò le fibre e scoprì che… si muovevano! Davanti ai suoi occhi apparve un mondo brulicante, ricco di minuscole forme di vita in continuo movimento. Comunicando con straordinario rigore queste osservazioni alla Royal Society di Londra, il centro mondiale della ricerca scientifica dell’epoca, van Leeuwenhoek pose le basi di una nuova disciplina: la biofisica.

Da allora, la biofisica è evoluta fino a rivelarci le leggi matematiche che governano il mondo microscopico: un ambiente in cui i liquidi sono densi come miele e il tempo, così come lo intendiamo, sembra non esistere. Oggi sappiamo che alcune cellule si muovono a velocità straordinarie rispetto alle loro dimensioni: l’equivalente di 1000 km/h per un essere umano, spinte da motori rotanti (a 360 gradi!) che girano fino a 1000 volte al secondo. Sappiamo anche che, pur prive di cervello, occhi, naso e orecchie, le cellule riescono a sentire e vedere segnali chimici flebili e a orientarsi, raggiungendo bersagli grandi come un centesimo del diametro di un capello, per cercare nutrienti, evitare pericoli o attaccare le loro vittime. Come fanno?

Durante questa serata esploreremo come fisica e matematica ci permettano di comprendere questo microcosmo, rivelando che anche la vita più semplice segue regole complesse ed è capace di decisioni sorprendenti. In questo viaggio metteremo in discussione cosa significhi davvero essere intelligenti e scopriremo come molte conoscenze sulla vita di micro-esseri apparentemente insignificanti abbiano avuto impatti enormi sulla nostra quotidianità.

con Tommaso Radaelli, ETH Zurich